deja-vu

Déjà-vu quella strana sensazione di già vissuto

Déjà-vu, ovvero quella strana sensazione di aver già sperimentato una scena che si sta tuttavia rivelando; qualcosa che disturba la nostra percezione lineare del tempo.

Sappiamo che questo non può essere reale, eppure possiamo solo notare che è successo qualcosa di strano come nel famoso ” bug in Matrix”,
 film di fantascienza, scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowski.


Secondo quanto pubblicato sulla rivista Sciences et Avenir, per avere un’idea chiara di cosa succeda nel cervello al momento di un déjà-vu, alcuni ricercatori della St. Andrew University (Scozia) volendo osservare questo fenomeno, hanno selezionato 21 volontari per visualizzare l’attività cerebrale. Con un problema iniziale: come fare una risonanza magnetica e abbinare un evento come déjà vu, imprevedibile per natura?

Akira O’Connor, una neuropsicologa, ha guidato questo lavoro con un’idea: simulare l‘impressione del déjà-vu usando una tecnica standard per creare falsi ricordi.

Déjà-vu: regioni cerebrali latenti

Nel déjà vu sperimentale i 21 cervelli sono stati accuratamente orientati a un errore.
Secondo i ricercatori, le regioni cerebrali coinvolte nella memoria, incluso l’ippocampo, sono rimaste latenti durante l’esperimento.
Un’osservazione che suggerisce che il déjà vu non deriverebbe dalla creazione di falsi ricordi.

Al contrario, si tratterebbe di aree coinvolte nel processo decisionale e nella risoluzione dei conflitti che sono state attivate sul lobo frontale.

Déjà-vu: un filtro conto i falsi ricordi

Per Akira O’Connor il déjà vu non sarebbe il risultato di una disfunzione cerebrale, ma al contrario lo strumento con cui il cervello verifica che la situazione attuale è effettivamente diversa da quella che si ha l’impressione di aver già sperimentato.
Un filtro contro i falsi ricordi che ci allarma. Questa strana sensazione sarebbe quindi il segno di un cervello in forma che controlla i suoi ricordi.

Déjà-vu: più rari con l’età

Una teoria che resta da verificare, ma che potrebbe spiegare il perché questi sentimenti di déjà vu tendono a diventare rari con l’età.

” Man mano che si invecchia, il sistema di controllo potrebbe diminuire e potresti avere meno probabilità di rilevare errori di memoria”, è quanto affermato dalla ricercatrice Akira O’Connor.

Circa il 30% circa della popolazione che non ha mai sperimentato un déjà vu, questo potrebbe essere dovuto al fatto che i loro cervelli non commettono errori.

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